venerdì 18 novembre 2011

San Piero a Grado: I Templari, il Mais, il primo altare cristiano e le maioliche

Basilica S. Piero a Grado (Pi). Le curiosità: Il primo Altare Cristiano, le Maioliche, i Templari e il Mais

pubblicata da Babele Viaggi il giorno venerdì 18 novembre 2011 alle ore 11.12
Laddove esisteva il Porto Etrusco
Nel luogo dove sorge questa splendida basilica, laddove un tempo l'Arno sfociava nel mare, vi era una spiaggia, o meglio un porto che esisteva già in epoca etrusca secondo Cluverio (geografo tedesco del 1600). Ad oggi la costa si trova a 5 km di distanza e il mare non si vede più.
La zona era anche caratterizzata da alcuni "gradoni", una serie di terrazzamenti naturali formati dalle esondazioni del fiume che non solo ha formato l'aspetto del territorio, ma ne ha originato anche il nome che per l'appunto deriva da "Gradus Amensis".
E' stato dichiarato "Monumento messaggero di Pace" dall'UNESCO.

Il primo Altare Cristiano
La tradizione dice che qui sarebbe sbarcato nel 44 d.C. San Pietro in viaggio dalla Palestina e vi avrebbe celebrato la prima celebrazione eucaristica in Italia, per poi recarsi a Roma.
Pietro utilizzò per l'evento un altare, una colonna con un piano di marmo, presente ancora oggi all'interno della chiesa, precisamente nell'abside sotto il ciborio tardo gotico.
Questa colonna fu nel tempo incorporata dentro un altare e qui ritrovata durante i ripristino degli anni 1955-58.
Colonna detta "Altare di San Pietro" L'antica tradizione sostiene che questo ricordi il luogo dove S. Pietro celebrava la "Cena del Signore". Il Ciborio tardo gotico vuol dare importanza a questo luogo primigenio della Basilica
Le colonne sono state realizzate con materiale di recupero da edifici romani, compresi i capitelli nei quali vediamo i diversi stili antichi, dorico, corinzio, a foglie d'acqua e un raro siriaco.

Le Origini
La chiesa è stata costruita su un precedente edificio paleocristiano ampliato nel VIII - IX secolo, l'edificio che vediamo oggi risale all'anno Mille, con modifiche nel XI e XII secolo. Del primo edificio sono presenti alcuni resti nell'interno dei quali, secondo diversi studi, sono emerse 3 epoche differenti: le fondamenta di una parte del porto, una parte dell'abside dell'edificio del IV secolo e le absidi della chiesa del VI-VII secolo.
E' stata ricostruita più volte a testimonianza dell'importanza del luogo come tappa di pellegrinaggio. Nel 1630 attorno alle mura esterne era stato costruito un porticato, demolito poi nel 1791
 Le Ceramiche
Splendide ceramiche, ben 222 distribuite in tutto il perimetro esterno, di provenienza islamica, sono dipinte con figure geometriche, vegetali e zoomorfe
Se toccate dal sole, brillavano riflettendo una luce molto intensa, una tecnica particolare e tecnicamente molto interessante in un'epoca in cui non esistevano illuminazioni artificiali. Queste luci potevano essere viste anche da molto lontano richiamando, a suo modo, i fedeli

Una Curiosità
Un mistero irrisolto è il fatto che sia stata “accorciata”. Nel corso dei secoli le chiese venivano solitamente ampliate per dare più spazio ai fedeli, soprattutto se divenivano, per la presenza di qualche reliquia, mete ambite di pellegrinaggio

Questa basilica, nonostante l’importanza documentata di cui vantava tra la fine del XII secolo e l’inizio del XIII, ha subito una demolizione della facciata, la cui ricostruzione ha accorciato la chiesa di ben 12 metri perché la zona in rovina sarebbe stata sostituita da un’abside cieca.
Perché isolare in questo modo il punto dove è crollata o è stata demolita la facciata?
Cosa è stato trovato o cosa si è voluto nascondere?
Il perché di questa scelta è tutt’oggi inspiegato.
Il Santo Graal e i Templari
Appena vi si accede, appare dinannzi agli occhi una croce con gli elementi della passione, al cui centro spicca il calice del Graal. E' eccezionale per il realismo di ogni singolo elemento.
All'interno sino splendidi gli affreschi del 1300 realizzati da Deodato Orlandi, pittore lucchese.
La chiesa fu frequentata dai cavalieri templari, è documentata una commenda non molto distante da qui.
Inoltre sono state graffite alcune croci patenti sopra le pareti esterne.
Le campane scampate al crollo del campanile
Il crollo del campanile rischiò di distruggere le bellissime campane, rimaste fortunatamente integre. La popolazione, affezionata ai ritmi armonici del suono delle campane, le pose provvisoriamente su un traliccio di legno sul prato, quale augurio di una sollecita ricostruzione della torre campanaria.
Il Mais e i Templari
Sulla facciata della chiesa, spicca solitaria, sopra una decorazione ad intreccio, quella che sembra una "pannocchia di mais". Potremmo certo sbagliarci, ma l'immagine suggerisce proprio questo.
Sappiamo che il mais, totalmente sconosciuto prima della scoperta del Nuovo Continente perchè proveniente dall'America, sarebbe impossibile vederlo apparire su edifici anteriori al 1492.
E' oggetto di forti dibattiti perchè sta "spuntando" sulle facciate di diverse chiese antiche, potrebbe essere questo un elemento che avvalorerebbe i dibattuti viaggi  oltreoceano dei Cavalieri Templari?
I cavalieri dell'Ordine sarebbero stati, come molti studiosi suggeriscono, nelle Americhe molto prima di Cristoforo Colombo e avrebbero portato piante sconosciute come il mais, che per la loro similitudine con il grano e diversità allo stesso tempo, sarbbero state considerate "sacre" da concquistarsi un posto d'onore sulle facciate delle basiliche?
Basilica di S. Piero a Grado
Basilica di San Piero a Grado

Il Primo Altare Cristiano
Il Primo Altare Cristiano

L'interno
La Croce e il Graal
Gli Affreschi
Gli Affreschi
Gli Affreschi
Il Mascherone
Le Campane "salvate"
Le Ceramiche
Le Ceramiche

mercoledì 16 novembre 2011

Arcidosso simboli alchemici e ...benessere

Arcidosso (Gr) Simboli Alchemici e ... Benessere

pubblicata da Babele Viaggi il giorno mercoledì 16 novembre 2011 alle ore 9.58
Arcidosso è un paesino del comprensorio amiatino che sorge su una collinetta circondato di boschi. Le origini del paese sono molto antiche, anteriori all’anno mille, e fu possedimento di una delle famiglie medievali più potenti e ricche, gli Aldobrandeschi.
Intorno al 1200 fu anche possedimento della repubblica di Siena alla quale la popolazione rimase fedele molto a lungo e successivamente anche dei Medici sotto i quali la cittadina assunse il rango di prefettura.
La storia “esoterica” della città è molto ben occultata ma i simboli sono visibili in tutto il paese, comprese le mura del castello, evidenziano la presenza in paese di una Domus templare.
Tutto questo è molto evidente, sia osservando accuratamente le mura esterne dello splendido castello aldobrandesco sia al suo interno dove scritte incomprensibili ed alta simbologia rivelano un grado di sapere elevato appartenuto solo alla cerchia più interna dei cavalieri templari.
Persino le case del paese, che a spirale sale sino al castello, sono zeppe di simboli templari come croci e bafometti che sono a guardia di questo sapere che non può essere infranto se non dai cuori più puri e da scritte risalenti a tempi anteriori il medioevo dove lo spazio ed il tempo coincidono

David Lazzaretti nacque ad Arcidosso il 06 novembre 1834 e vi morì, ucciso, il 18 agosto 1878; fu l’ispiratore di un movimento religioso chiamato “giurisdavidico” e la sua vita fu piena di strani episodi
Il 25 aprile 1848 ebbe la visione di un vecchio religioso che gli disse:” la tua vita è un mistero che un giorno ti sarà svelato” ed esattamente 20 anni dopo, il 25 aprile 1868, ebbe una nuova visione dello stesso religioso, che gli accennò a proposito della sua missione misteriosa: questi lo invitò persino a recarsi dal papa e che se non avesse avuto ascolto si sarebbe dovuto ritirare in un convento “situato in territorio romano e lì vivere ed attendere in preghiera i voleri del Cielo con l’aiuto di un eremita che avrebbe trovato sul posto”.

Si recò a Roma ma decise di cercar il posto suggerito dall’eremita pellegrinando nella sabina dove trovò le rovine del convento di Sant’Angelo abbandonato non tanto tempo prima ed una notte condotto da una luce, tenuta da una misteriosa guida, trovò una grotta profonda 5 metri
che era stato l’eremo del beato Amedeo.
Il Lazzaretti trascorse nella caverna tre mesi ed ebbe visite da parte di padre Ignazio da Heinseusen, chiamato frate Mikus, che viveva nella cappella di Santa Barbara.

Nell’antro al Lazzaretti apparve il fantasma di un antico guerriero, Manfredo Pallavicino che si rivelò essere un suo lontano avo che lo informò che era riuscito a scampare alla pena capitale decretata dal maresciallo Lautrec nel 1521, per poi terminare i suoi giorni proprio dentro la grotta dove giacevano anche le sue ossa, alle quali, pregava David, di dare sepoltura.
Nella sua permanenza all’interno della grotta David ricevette una particolare sorta di stigmata, costituita da una croce centrale con due lettere c rovesciate ai lati. David lasciò la grotta il 02 gennaio 1869 e da quel momento si sentì investito del ruolo di nuovo Messia.
Sul Monte Labbro sorse una comunità che si diede dettagliati statuti a base solidaristica che fu chiamata Nuova Sion e che sarebbe dovuta essere il primo nucleo di una messianica “repubblica di Dio” basata essenzialmente sui movimenti medievali che venivano ispirati alle teorie di Gioacchino da Fiore. Furono costruiti un eremo, una chiesa ed altri edifici che dopo la morte del Lazzaretti furono presi a cannonate dalle guardie regie.
La vita del Lazzaretti si sarebbe conclusa tragicamente il 18 agosto 1878 in
seguito ad un’ispirazione profetica. Venne disposta una processione che dal Monte Labbro giungesse in Arcidosso e lungo la strada si formò un corteo di 3000 persone ma quando entrarono nell’abitato trovarono uno schieramento di carabinieri ed in un momento di particolare tensione aprirono il fuoco uccidendo, colpito alla fronte, il Lazzaretti ed altre persone.
A tutti VOI lo studio interiore di questo territorio denso di spiritualità dove il bene ed il male si incontrano dando “vita” all’Uno.
Io sono, e chi egli sia nol so, ma sono
Colui che essere dovrò chi ero in prima.
Ma prima me non conoscea me stesso,
Ma or che conosco me, non so chi egli ero,
E colui ch’era in me, non è più meco,
Poiché or son seco a chi con me prim’era,
Ed essendo seco, opro con seco,
Ed egli opra con me, come opro in lui,
E lui opra con me come in sé stesso,
Per cui me stesso opro in voler di lui.
(David Lazzaretti, 1869)
Resort Benessere



bafometto
croce con serpenti
pesce
tiara con serpi
scritta non interpretata
stella 10 punte
simboli alchemici

martedì 15 novembre 2011

LUCCA: scoperte spoglie dama di età longobarda

Spoglie aristocratiche

Beni Culturali

Una ‘dama con gli orecchini' di età longobarda è stata scoperta durante una serie di scavi a Lucca

E' tornata alla luce una tomba dell'aristocrazia femminile databile tra il 600 e il 650, culmine del periodo d'oro dei Longobardi. Le spoglie erano deposte in una cassa lignea insieme a molti oggetti personali, tra cui un paio di orecchini a cestello in argento finemente cesellato, rinvenuti ancora ‘in sede' ai due lati della mandibola e un pettine in osso decorato a incisione, adagiato sul ventre della dama. Da ulteriori scavi si è scoperto che la tomba si inseriva all'interno di un gruppo di almeno sette sepolture, tutte disposte per ‘righe' e orientate in senso sud-est/nord-est, secondo un uso peculiare di questo momento storico, che vide anche a Lucca e in Toscana la progressiva contaminazione delle tradizioni romane e di quelle germaniche.

capodanno in toscana

CAPODANNO IN TOSCANA
Ponti in Toscana 
PER UNA RICERCA VELOCE: 
VIOLETTO:     STRUTTURE CON TRATTAMENTI BENESSERE -  
BLU:               HOTEL e RESIDENCE TRADIZIONALI -  
VERDE:          AGRITURISMI / RESORT / VILLE /  RESIDENZE D'EPOCA E COUNTRY HOTEL 
Firenze  
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2.  Tenuta 4 stelle a Montelupo Fiorentino Ponti pacchetti da 100,00€ - Capodanno da euro250,00€ pacc. 2 notti 
3.  Villa-Casa Vacanze a Scandicci Capodanno E Ponti da euro 46,00€ bb a notte  
4.   Agriturismo e centro ippico a Pontassieve Capodanno tutti gli altri ponti da euro 55,00€ bb a notte  
5.   Agriturismo a Pontassieve Ponti 55,00€ - Capodanno da euro 60,00€ a persona notte  in appartamento. 
6.   Hotel Villa a Impruneta 8 Dicembre da euro 115,00€ pacchetto 1 notte Capodanno da euro 255,00€ pacc. 2 notti  
7.  Agriturismo a Mercatale V. di Pesa 1° Nov e 8 Dicembre da 103,00€ Capodanno appart. da euro 118,00€ a notte  
8.  Agriturismo a Greve in Chianti 1° Nov 8 Dic Epifania da euro 52,00€ Capodanno da euro 218,00€ pacc. 2 notti 
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10.  Residenza d'epoca a Sesto Fiorentino Capodanno e Ponti da euro 55,00€ bb a notte 
11.  Villa a Bivigliano Capodanno e Ponti da euro 47,00€ bb a notte  
12.  Agriturismo a Montaione  Ponti 1° Novembre e 8 Dicembre pacchetti da 150,00€ a persona 
13. Hotel 3 stelle a Firenze  1 Ponti 55,00€ b&b - Capodanno da euro 84,00€ bb a notte  
14. Hotel 3 stelle a Firenze 2 Ponti e Capodanno euro 73,00€ bb a notte 
15. Hotel 4 stelle a Firenze 3 8 Dicembre Natale Epifania da 42,00€ 1° Novembre Capodanno da euro 52,00€ bb a notte 
16. Hotel 3 stelle a Firenze 4  1° Novembre 72,00€ 8 Dicembre Natale Epifania 45,00€ - Capodanno da euro 115,00€ bb a notte 
17. Hotel 3 stelle a Firenze 5  Ponti da 30,00€ b&b - Capodanno euro 57,00€ bb a notte  
18. Hotel 4 stelle a Firenze 6Ponti 52,00€ a notte - Capodanno euro 93,00€ bb a notte  
19. Hotel 3 stelle a Firenze 7 Ponti da euro 72,00€ bb a notte Capodanno pacchetto 3 notti con cenone  314,00€ 
20. Residence in centro storico a Firenze Ponti mono 2 euro 157,00€ a notte - Capodanno Mono 2 euro 190,00€ a notte  
21. Residence in zona stadio a Firenze Ponti Bilo 2 88,00€ - Capodanno Bilo 2 euro 100,00€ a notte 
22. Appartamento in centro storico a Firenze Capodannoe ponti  appart 4 pax  euro 145,00€ a notte  
 
Lucca  
Capodanno e ponti 88,00€ mezza pensione 
 
Pisa  
1. Agriturismo a Calenzan San Miniatoo Ponti bilo 4 euro 240,00€ 3 notti - Capodanno Bilo 4 euro 200,00€ per 2 notti 
2. Residenza d'epoca Hotel 3 stelle a San Giuliano Terme  Capodanno e Ponti euro 57,00€ bb a notte 
3. Agriturismo Parco di San Rossore - Pisa  Capodanno e ponti da euro 48,00€ bb 
4. Hotel 4 stelle a Tirrenia Capodanno da euro 180,00€ pacc. 1 notte 
 
Pistoia  
1.   Hotel 4 stelle Centro Benessere °n1 a Montecatini Terme Ponti pacchetti da 150,00,€ Capodanno pacchetti da 435,00€ 
2.   Hotel 4 stelle Centro Benessere ° n2 a Montecatini Terme Ponti pacchetti da 270,0€ Capodanno pacchetti da euro 420,00€  
3.   Hotel 4 stelle Centro Benessere n° 3 a Montecatini Terme Ponti pacchetti da 250,00€ Capodanno pacchetti da 523,00€  
 
Arezzo 
1.  Country hotel 4 stelle a Laterina Pacchetti Ponti da 110,00€ a persona 
2.  Week-End Con Delitto... Capodanno da euro 375,00,00€  
Grosseto 
 
2. Hotel 4 stelle Centro Benessere ad o Arcidoss NON DISPONIBILE 
 
Siena 
...Per Capodanno in Piazza del Campo Concertone Gratis:  
 
1.  Agriturismo a San Gimignano   Ponti e Capodanno 95,00€ mezza pensione a notte 
3.  Country Hotel a Castelnuovo di Berardenga  Ponti 56,00€ b&b - Capodanno da euro 229,00€ pacc. 2 notti 
4.  Hotel 3 stelle Centro Benessere a Rapolano Terme  Natale pacch. benessere da 245,00€ Capodanno 398,00€ 
5.  Fattoria a Radicondoli  Capodanno da euro 50,00€ bb a notte  
6.  Borgo-Relais ad Asciano Capodanno da euro 390,00€ pacc. 2 notti 
7.  Country hotel a Monticiano Ponti b&b 40,00€ hb 65,00€ Capodanno 222,00€ pacc. 2 notti 
8.  Castello a Serre di Rapolano   Ponti da 180,00€ 2 notti - Capodanno pacchetti da 330,00€ 2 notti 
9.  Hotel 3 stelle a Buonconvento Capodanno da euro 52,00€ bb a notte 
10. Agriturismo a Castelnuovo di Berardenga Ponti da 52,00€ b&b - Capodanno da euro 55,00€ bb a notte  
11. Centro Benessere a San Quirico D'orcia  Ponti pacchetti da 180,00€ Capodanno da euro 535,00€ pacc. 3 notti  
12. Agriturismo a Montepulciano Capodanno appart. da euro 137,00€ a notte   
13. Country Residence a Montepulciano Ponti App da 240,00€ 3 notti - Capodanno appart. da euro 360,00€ pacc 4 notti 
14. Agriturismo a Valiano di MontepulcianoCapodanno e Ponti appart. da euro 110,00€ a notte 
15. Agriturismo a Siena Capodanno e Ponti da euro 46,00€ bb a notte  
16. Hotel 3 stelle a Siena n° 1 Ponti da 42,00€ b&b - Capodanno pacc 3 notti 344,00€  
17. Hotel 3 stelle a Siena n° 2 Capodanno e Ponti da euro 70,00€ bb a notte  
18. Hotel 4 stelle a Siena n° 3  Ponti da 72,00€ b&b - Capodanno da euro 88,00€ bb a notte  
19. B&B Residenza d'epoca a Siena Ponti da 46,00€ b&b - Capodanno da euro 68,00€ bb a notte  
20. Residence a SienaCPonti app da 93,00€ a notte Capodanno appart. da euro 139,00€ a notte 
 
21. Casali in Uso Esclusivo ( Prov. Siena )  
 
CHIUSI: Casa colonica: Casa principale 8 pax 300,00€ al giorno - Casa + fienile max 14 pax 760,00€ al giorno 
SARTEANO: Affitto interi casali per 4 notti 
                   Casino di Caccia 8+1 pax 1.950,00€ 
                   Piano 14 Pax OCCUPATO 
                   Cerchiaia 14+2 pax OCCUPATO 
                  Porcareccia 16 pax OCCUPATO 
                   Sasseto 16 Pax 3.100,00€ 
                   Busterna 14+2 pax  3.100,00€ 
                   Sorgente 14 pax OCCUPATO 
                   Banditaccia 12 pax OCCUPATO 
                   Bandita 14 pax 2.850,00€ 
                   Poderuccio 15 pax  OCCUPATO 
                   Ocaiolo 16 pax OCCUPATO 
 
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Babele Viaggi: Festa Tartufo Bianco di San Miniato - Novembre 201...

Babele Viaggi: Festa Tartufo Bianco di San Miniato - Novembre 201...: 41° MOSTRAMERCATO TARTUFO BIANCO SAN MINIATO ( PI ) 12-13 / 19-20 / 26-27 NOVEMBRE 2011 Torna uno degli appuntamenti più attesi della...

Firenze Segreta: La testa pietrificata


  • Firenze Segreta - La Testa Pietrificata
    Santa Maria Maggiore – Via Cerretani
    Firenze come sempre è un ricettacolo di occasioni, infatti, se alzi la testa e ti guardi intorno, hai sempre la possibilità di scoprire qualcosa di nuovo.
    A volte se sei attento o fortunato ti potresti imbattere in qualcosa di veramente particolare, ad esempio una “Testa Pietrificata”, come è possibile notare nella torre ...
    campanaria di Santa Maria Maggiore.
    Ebbene si, una testa pietrificata, che i fiorentini chiamano popolarmente “La Berta”.
    Ma come mai la “Berta” si trova pietrificata nella torre campanaria della Chiesa?
    Questa storia ha inizio il 16 di Settembre del 1327, tutto il popolo fiorentino si è riversato per le strade, un condannato a morte viene trasportato verso il rogo: l’afa di fine estate mescolata con la polvere alzata dalla masnada di curiosi che si accalcano per assistere allo “spettacolo” secca le gole riarse.

    Il corteo avanza lentamente, in via Cerretani, con gli armigeri a protezione del carro, e sopra a questo, il condannato.
    Il condannato era Francesco Stabili di Simeone, meglio noto come “Cecco d’Ascoli”. Era stato medico, astronomo ma anche poeta ed insegnante.
    Fu proprio come insegnante della prestigiosa Università di Bologna che riuscì a guadagnarsi fama, tanto che nel 1326, il duca “Carlo di Calabria” lo nominò medico di corte.
    Ma le sorti di Cecco d’Ascoli mutarono molto velocemente: una predizione si tramanda sia stata la causa della sua condanna.
    Interrogato dal Duca di Calabria sul futuro della sua piccola nipote, la futura regina di Napoli “Giovanna la Pazza”, questi predisse che ella sarebbe stata “proclive a libidine”; pronostico tra l’altro azzeccato, perché la regina Giovanna ebbe ben quattro mariti, fu scomunicata da papa Urbano VI ed infine trovata strangolata in camera da letto.
    Questa motivazione è riportata anche nell’antica “Cronica Fiorentina”:
    …ma dicesi che la cagione perchè fu arso, fu che disse che Madonna Giovanna, figliola del Duca, era nata in punto di dovere essere di lussuria disordinata. Di che parve questo essere sdegno al Duca, perchè non avrebbe voluto fosse morto un tanto uomo per un libro. E molti vogliono dire che era nimico di quel frate Minore Inquisitore e Arcivescovo di Cosenza, perchè i frati Minori erano molto suoi nimici. Di che il fece ardere il dì 16 di settembre 1327......"
    Il duca non prese molto bene il vaticinio di Cecco d’Ascoli e decise di fargli pagare l’affronto, andando a trovare l’arcivescovo di Cosenza Accursio, “frate Minore Inquisitore”, acerrimo nemico dell’astronomo. Carlo convinse il vescovo ad organizzare un processo con molti capi di accusa, tra cui il più pesante era quello di “Errori contro la Fede”, che gli avrebbe garantito sicuramente la morte.
    Il processo fu indetto a Firenze, e si narra che interrogato su tutti i capi di accusa avrebbe sempre risposto la stessa frase:
    " l’ho detto, l’ho insegnato e lo credo! ".
    E per queste prove infamanti fu condannato al rogo: esecuzione da eseguire il giorno 16 Settembre 1327 nella piazza di Santa Croce.
    Mentre il carro sta passando di fronte alla Chiesa di Santa Maria Maggiore, il condannato chiede di avere un po’ d’acqua; dalla finestra del campanile una donna chiamata Berta, avendo udito la richiesta fatta da Cecco d’Ascoli, gridando dal quel pertugio ammonisce chiunque di versare da bere “all’alchimista”: perché come si credeva al tempo, i maghi potevano utilizzare qualsiasi elemento per acquisire potere dal demonio e Cecco avrebbe avuto così l'occasione di sfuggire al rogo imminente.
    Una delle tante storie su questo avvenimento riporta le parole gridate dalla donna:
    “Se beve, non brucerà più!!”.
    Cecco d’Ascoli, infuriato per la cattiveria dimostrata dalla Berta, avrebbe risposto alla donna rivolgendole un sortilegio:

    “E tu, non leverai più la testa di lì!!”.
    La “Testa pietrificata” in effetti si trova ancora lì, affacciata da una fenditura della torre campanaria di Santa Maria Maggiore (Chiesa della “Prima cerchia antica” e quindi uno dei primi edifici religiosi di Firenze, dove riposano le spoglie del maestro di Dante, Brunetto Latini), che aspetta di essere liberata dal terribile incantesimo.
    La “ Testa Pietrificata” si trova molto in alto perciò aguzzate la vista!!
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  • Firenze segreta: Le buchette del Vino

    Firenze Segreta. Le Buchette del Vino

    pubblicata da Babele Viaggi il giorno venerdì 11 novembre 2011 alle ore 9.28
    Come sempre la Firenze di un tempo ci regala  segreti curiosi, intriganti, difficili da interpretare.
    In realtà la chiave di lettura per queste misteriose sorprese si trova sempre nella storia intima della città. La storia fatta dalla gente, le loro abitudini, le loro passioni, le loro credenze ecc.
    Oggi vi svelerò il mistero di antichi tabernacoli dedicati ad un prodotto molto importante della cultura e dell’economia della Città.
    Se siete stati a Firenze, molto probabilmente girovagando nelle stradine del centro vi sarà capitato di vedere delle “buchette” (piccole aperture), poste nella facciate dei palazzi nobiliari, all’altezza dei fondachi, situati al piano terra.
    Queste buchette seguivano uno stile pressoché identico, cioè a porticina con archetto superiore, molto spesso decorato da una cornice con punta a goccia, in stile bugnato o liscio in pietra e chiusa da un sportello in legno. La sua altezza era di circa 40 cm.
    A cosa saranno servite mai queste strane aperture? Non avete ancora indovinato? Sono i cosiddetti “Tabernacoli del vino”, disposti in moltissimi palazzi nobiliari del centro, felice intuizione delle famiglie fiorentine che si erano tramutate nel corso del ‘500 da abili mercanti in altrettanto abili proprietari terrieri.
    Alla fine del ‘400, infatti, la grande mercature delle stoffe e dei panni di lino, motore trainante dell’economia fiorentina medioevale e rinascimentale, comincia ad incontrare la forte concorrenza dei paesi del nord, soprattutto l’Inghilterra.
    Gli scaltri banchieri e mercanti fiorentini reinvestirono i loro capitali mobili in immobili e terreni, rendendo i loro investimenti più sicuri.
    Quindi i nuovi proprietari terrieri investirono sui prodotti alimentari caratteristici della zona ed in parti Le buchette nascono proprio in relazione a questo mutamento economico e al forte investimento nella produzione vinicola. Questo sistema infatti permetteva ai produttori vinicoli di poter vendere attraverso queste aperture al minuto le fiaschette di vino (toscanelli, prodotti a soffio e rivestiti poi con erbe palustri come la “sala” e il “rascello”) per strada, senza ricorrere ad altri intermediari, come per esempio le osterie.
    Le buchette erano poste al piano terreno in speculare corrispondenza alla cantina interna, consentendo un'attività simile a quella delle "celle" ossia delle botteghe dove si esercitava il commercio del vino, dove un addetto curava la vendita delle bottiglie del vino in determinate ore del giorno. Infatti la vendita del vino era soggetta ad un regolamento ferreo, come riportato da  Lidia Casini Brogelli nel suo interessante libro intitolato “Le buchette del vino a Firenze”.

    Nelle celle i Vinattieri dovevano mescere il vino ai clienti in bicchieri o recipienti di capacità controllata e non era loro consentito vendere certi tipi di pane salato che stimolasse la sete; al suono delle campane della sera (alla terza) gli esercizi e le celle dovevano sospendere il commercio.



    Il Villani, attento storico fiorentino, annotava nella sua “Storia di Firenze” la quantità di vino che nel ‘300 era entrata a Firenze: Il vino entrato a Firenze era di circa 55/60.000 cogne (equivalente a 450 litri), e circa 90 vinattieri lo rivendevano esercitando mescita al minuto in celle e fondachi raggruppati specialmente in Oltrarno e presso il Duomo.
    Nel 1569 secondo la relazione del commissario fiorentino Giovan Battista Tedaldi, il territorio produceva circa 215.000 barili vino l’anno, equivalenti a 85.000 ettolitri, dei quali il 30% veniva regolarmente esportato a Prato e Firenze.
    Un fiume di vino inondava le città toscane, alimentando una letteratura popolare gioiosa e ironica, come proverbi, liriche, poesie ecc.
    colare investirono sul “nettare degli dei”, il vino.
    Vi accennerò velocemente ad alcune di queste divertenti realizzazioni artistiche.

    I’ beo d’un vino a pasto che par colla
    E tien di muffa e sa di riscaldato
    E parmi con assentio temperato (riscaldato),
    con fiele e rabbia e sugo di cipolla.
    Drento vi metto el pane e non s’inmolla
    E sta dall’acqua tutto separato
    E nel bicchier istà ch’è non si crolla.
    E dopo questo i’ beo d’uno sì tristo,
    non sarè sufficiente a lavar tigna
    et è per certo un fine cacciacristo (acido non adatto neanche alla funzione religiosa);
    staccio non passerebbe né stamigna (panno),
    tanto è morchioso e colla feccia misto:
    sciroppo (purga) mi par ber, ma non di vigna.
    E chi non bee non ghigna,
    ch’egli è ciprigno (aspro), cerboneca (vino guasto) fina:
    chiudendo gli occhi par medicina.
    Ovviamente il nostro poeta di scuola burchiellesca doveva aver comprato un vino, diciamo, “poco bòno”, ma abbiamo anche esempi letterari più profondi e filosofici sull’importanza del vino, dove Bacco, dio dell’ebbrezza gioiosa e l’eternamente giovane Arianna, da lui resa immortale, con un corteo danzante di satiri e di ninfette, rappresentano il trionfo dell’amore e della giovinezza.

    Quant’è bella giovinezza, che si fugge tuttavia
    chi vuol esser lieto, sia,
    di doman non c’è certezza.
    Quest’è Bacco e Arianna, belli e l’un dell’altro ardenti:
    perché il tempo fugge e inganna,
    sempre insieme stan contenti.
    Queste ninfe e altre genti
    son allegre tuttavia.
    Chi vuol esser lieto, sia, di doman non c’è certezza.

    Gino Tellini nel suo capitolo Tra viti e vini nella letteratura toscana (Storia della vite e del vino in Italia: Toscana) fa un’analisi interessante sul sonetto di Lorenzo il Magnifico, sopra riportato.

    L’uomo di governo e poeta, miscelando classico rigore compositivo e ballabilità popolare, innesta sul tema topico del carpe diem un velo d’inquietudine e di riflessione etica per la fuga del tempo e la caducità della bellezza, ma anzitutto dispiega un inno al piacere di vivere e dà voce all’ansia di partecipazione corale e collettiva di un’intera società felice di immergersi in un’ebbra, sensuale, esaltante smemoratezza, per cancellare una realtà turbolenta di fatica e di dolore (vv.56-57:
    Tutto questo per capire l’importanza di questo prezioso liquido nella cultura Toscana e per comprendere come mai solo nella città di Firenze potrete trovare queste misteriose buchette, questi incomprensibili tabernacoli.
    Adesso scopriamo l’ubicazione di alcune tra le più interessanti, partendo da quelle che si trovano più facilmente proprio nel cuore della città.

    La prima che vi voglio far conoscere è quella situata nel palazzo detto dello Strozzino, che si trova in Piazza degli Strozzi al numero 1, edificio costruito all’inizio del 1420 dall’architetto Michelozzo su commissione di Palla Strozzi, ingegnoso mercante e fine umanista, con possibilità monetarie enormi.
    La buchetta  presenta una interessante cornice in pietra bugnata e la sua eccessiva vicinanza al terreno ci fa supporre che fosse addirittura più antica dello stesso palazzo ricostruito da Michelozzo.
    Altre due le troviamo in via Dante, nella stretta via che racchiude da una parte la falsa casa di Dante, ricostruita nel ‘900, accanto alla torre della famiglia dei Giuochi.
    In realtà la vera casa di Dante si pensa sia situata nella piazzetta di San Martino, dove adesso si trova il ristorante Pennello; secondo il Bargellini Dante nacque nella casa contrassegnata da un tondo che raffigura il pittore Mariotto Albertinelli, tondo che è visibile guardando in alto sopra l’insegna del ristorante, che tra l’altro fiancheggia la bellissima Torre della Castagna, prima sede dei priori di Firenze dal 1282 fino alla realizzazione del Bargello. Nella torre vi è una targa in marmo che ricorda il perché dell’utilizzo della Torre da parte dei Priori: «E chiamoronsi Priori dell'Arti: e stettono rinchiusi nella torre della Castagna appresso alla Badia, acciò non temessono le minacce de' potenti».
    Le nostre due buchette del vino si trovano sulla parete di fronte all’entrata laterale della Badia Fiorentina, nelle antiche mura che formavano i palazzi della famiglia dei Giuochi, i vicini di Dante!!!.

    Uno dei tabernacoli più interessanti da vedere si trova in Borgo Pinti n. 27, nell’atrio visitabile dell’Hotel Monna Lisa. E’ possibile vederlo senza problema alcuno perché non dovete entrare proprio dentro l’hotel. Andate a vederlo, perché è l’unico visitabile all’interno ed è meraviglioso sia per la sua fattura sia perché rappresenta una rara opportunità di comprendere la sua funzionalità originaria. Il palazzo in passato faceva parte delle proprietà dei Lenzi, un antica e potente famiglia fiorentina che dette ben venti priori e due Gonfalonieri alla repubblica fiorentina e il loro stemma in pietra è ancora visibile sulla facciata del Hotel Monna Lisa e rappresenta una testa di toro.
    Altro Tabernacolo del vino molto importante da vedere è quello situato in Via delle Belle Donne, al n 2 di Palazzo Viviani.
    Lidia Casini Brogelli (Le buchette del vino a Firenze) ci racconta in modo magistrale che importanza ha avuto da sempre questa via:
    E’ piacevole, divertente e commovente mettere insieme questi appunti , quando incontriamo un angolo così. In questo punto, secondo molti storici e in particolare Mario Lopez Pegna, fu Giulio Cesare che stabilì L’umbelicus coloniae, cioè il punto cardine dell’agro fiorentino: vale a dire che più di duemila anni or sono, fu stabilito che qui fosse l’incontro fra la città e il suo territorio.
    Appare chiaro, da questo scorcio di visuale, che le cose, con tutte le infinite rivoluzioni succedutesi nel tempo, si sono mantenute come erano state previste. La stessa luce del sole mattutino ci indica che al di là di questa strettoia, si estendeva la città con la sua vita ed il suo palazzo più elegante. La piazzetta che dà inizio a via della Spada, l’antico Decumanus Maximus è delimitata a sinistra dal palazzo Viviani della Robbia che contiene la buchetta di cui si parla.
    Questa suggestiva descrizione di via della Belle Donne è l’esempio lampante della bellezza storica della città di Firenze, dove uno sguardo attento può catturare immutati scorci antichissimi, segni millenari di ingegnosa grandezza e di infinita bellezza.
    Quando siete a Firenze non abbiate fretta di rinchiudervi in qualche museo, perché il vero museo, ancora per poco è proprio l’antica città con i suoi misteriosi segreti tutti da scoprire .
    Non vi tedierò oltre con la descrizione di altre buchette, che sono sparse in tutto il centro di Firenze e, adesso che sapete della loro esistenza, vi divertirete a scoprirne molte altre, io mi limiterò a mostrarvele in questa galleria di foto, fatte da me, da Marco Valentini e da Elisa Chicchi, sempre disponibili a seguire tutte le mie fantasiose ricerche.

    Come sempre vi auguro una fruttuosa ricerca ma soprattutto una vacanza rilassante e divertente nella mia amata terra.

    I BRINDISI (1840 anonimo)
    Qui di lieto color brilli la guancia,
    sia franco il labbro e libero il pensiero:
    no tra gli amici contrappeso al vero
    non fa la pancia.
    O beato colui che si ricrea
    col fiasco paesano e col galletto!
    Senza debiti andrà nel cataletto,
    senza livrea.




    affresco
    buchetta del vino a Badia Fiorentina
    Buchetta di Via delle Belle Donne
    Buchetta del Vino Hotel Monna Lisa
    Buchetta a Arco di San Pierino
    Buchetta a Santa Croce
    Buchetta a Palazzo Strozzi
    Buchetta a Palazzo Strozzi
    La vera casa di Dante
    Torre della Castagna

    La leggenda del Ponte della Pia ( Si )

    La Leggenda del Ponte della Pia (Prov. Siena)

    pubblicata da Babele Viaggi il giorno sabato 12 novembre 2011 alle ore 10.41
    E' un ponte a schiena d’asino che si incontra nei pressi di Rosia, sulla statale 73 ponente che da Siena si dirige verso Massa Marittima. Ancora oggi è transitabile a a piedi, facendo molta attenzione, vista la mancanza di parapetti. Il ponte è costituito da una singola arcata a tutto sesto; è sorretto da un basamento con struttura "a scarpa", per per evitare che le acque del torrente indeboliscano le fondamenta.
    Il ponte della Pia scavalca il torrente Rosia, al confine tra i comuni di Sovicille e di Chiusdino. La prima costruzione è di origine romana; fu poi ricostruito nel Medioevo, intorno all'anno 1000, per permettere di raggiungere l'eremo di Santa Lucia situato in una pittoresca gola della Montagnola Senese. Nel XV secolo la strada che vi si dipanava, di cui sono ancora visibil i resti, che porta fino all’eremo, nel Comune di Chiusdino fu lastricata e denominata “Strada Manliana"
    Da questo ponte, secondo la tradizione popolare, sarebbe passata la bella Pia, sposa infelice di Nello d'Inghiramo de' Pannocchieschi, per andare in esilio nel Castello della Pietra, nei pressi di Gavorrano. L'evento è ricordato in un celebre canto del Purgatorio, nella Divina Commedia: "Deh, quando tu sarai tornato al mondo / e riposato della lunga via, / seguitò il terzo spirito al secondo, / ricorditi di me, che son la Pia; / Siena mi fè, disfecemi Maremma:salsi colui che innanellata pria, /disposando, m'avea con la sua gemma".
    La leggenda: Ai pochi fatti storici si sovrappongono decine di versioni sulle vicende della Pia. La Pia, secondo le tesi più accreditate, apparteneva alla famiglia Guastelloni di Siena, casato di nobili e banchieri. Rimase vedova nel 1290 di Baldo d’Aldobrandino dei Tolomei, da cui aveva avuto due figli. La tradizione dei matrimoni combinati la vide costretta a risposarsi a un nobile di un’altra importante famiglia: Nello dei Panocchieschi. Allora i Pannoccheschi erano i potenti padroni di gran parte della Maremma. Nello d'Inghiramo era signore del castello della Pietra. Qui le versioni si suddividono: alcune vogliono che la Pia non potesse dare eredi a Nello e costui la fece eliminare da dei sicari, altre versioni raccontano di Nello invaghito di un'altra donna, Margherita degli Aldobrandeschi, di nobile dinastia. Lo spietato consorte avrebbe fatto precipitare la Pia
    dai bastioni del Castel di Pietra facendolo passare per un incidente.
    Insomma un fiorire di leggende attorno a questa triste storia, e non mancano versioni con avvelenamenti, con il tradimento della Pia, Nello geloso, Nello pentito per aver creduto in un tradimento che non c'era stato, e cosi via. Difficilmente sapremo mai la verità.
    A coronamento del mistero una leggenda vuole che sul nostro ponte appaia il fantasma della nobildonna: alcuni giurano di aver visto nelle notti senza luna una figura sopra al ponte, immobile e tranquilla nella notte, circondata da un pallido chiarore, vestita di bianco con un velo a coprire il volto.
    Non ci è dato di sapere cosa leghi così profondamente il fantasma della Pia a questo luogo, più che a quello della sua morte in maremma.
    Il Ponte della Pia

    La Leggenda del Gallo Nero: Simbolo del Chianti

    La leggenda del Gallo Nero: il simbolo del Chianti

    pubblicata da Babele Viaggi il giorno sabato 12 novembre 2011 alle ore 10.56
    Tutti conoscete il Gallo Nero, ma conoscete anche la leggenda a cui è legato?
    Il Gallo Nero è lo storico simbolo del Chianti, adottato come marchio per il Vino Chianti Classico dal  consorzio che ne raggruppa i produttori.
    La leggenda vuole che il primo gallo nero della storia delle colline del Chianti fosse un vero pennuto cui Firenze deve una prima favorevole risoluzione della secolare contesa che la vedeva opposta a Siena per il dominio su queste terre.
    Firenze e Siena si sarebbero accordate per un’equa suddivisione dei territori del Chianti, la leggenda infatti narra che al primo canto del gallo, in un giorno stabilito, da ciascuna delle due città un cavaliere sarebbe partito al galoppo diretto verso la città rivale. Il confine fra i possedimenti dei due Stati sarebbe stato fissato là dove i due cavalieri si sarebbero incontrati.
    I senesi scelsero un gallo bianco e lo rimpinzarono di cibo, convinti che all'alba questo avrebbe cantato più forte, mentre i fiorentini scelsero un gallo nero che lasciarono a stecchetto. Il giorno della prova, il gallo nero fiorentino, morso dalla fame, cominciò a cantare prima ancora che il sole fosse sorto, mentre quello bianco, senese, dormiva ancora beato perché ancora sazio.
    Il cavaliere fiorentino, al canto del gallo, si mise subito al galoppo, mentre il cavaliere senese dovette aspettare ancora molto prima che l'altro gallo si decidesse a cantare.
    Il risultato fu che i due cavalieri si incontrarono a soli 12 km dalle mura di Siena e così Firenze poté annettersi tutto il Chianti.

    Populonia e Baratti

    Populonia e Baratti

    pubblicata da Babele Viaggi il giorno lunedì 14 novembre 2011 alle ore 10.01
    POPULONIA (LIVORNO)

    Populonia fu antica città degli Etruschi, l'unica sul mare.

    Fu anche il più grande centro del Mediterraneo specializzato nella fusione del ferro ottenuto dai minerali estratti dalla vicina Isola d'Elba.

    Situata sulla sommità di una collina circondata dal mare, conserva la mura medievali costruite per la difesa dai pirati barbareschi e il complesso difensivo della Rocca costruita nella prima metà del secolo XV da lacopo li Appiani e restaurata nel 1800.

    All'interno delle mura esiste un piccolo e caratteristico borgo che dispone di eleganti negozi; dalla sommità della Rocca si domina un eccezionale panorama dell'Arcipelago Toscano.
    Populonia ospita un museo privato di reperti etruschi e romani ritrovati negli scavi della zona e in mare.

    Una statua, l'Apollo di Piombino, trovata nelle acque del golfo è oggi conservata al Louvre di Parigi.

    BARATTI (LIVORNO)
    Nella pianura sottostante la Rocca di Populonia che fronteggia il meraviglioso golfo di Baratti, si trovano numerose presenze archeologiche costituite da resti di necropoli con tombe di vario tipo che sono disseminate lungo tutto il territorio.

    Più vicino al mare si trovano tombe a tumulo di pregevole fattura ed una caratteristica tomba ad edicola; più in alto, all'interno della vegetazione, si trovano i resti della necropoli de 'Le Grotte' dove è possibile visitare tombe a camera ipogea scavate nella roccia, accessibili da strette scalinate, contenenti letti funebri con cuscini intagliati in pietra.

    È stato recentemente inaugurato il Parco Archeologico di Baratti e Populonia che consente la visita completa degli aspetti archeologici dell'area.


    Tartufo San Miniato

    Quasi 30 mila persone nel primo week end della 41a Mostra Mercato Nazionale del Tartufo Bianco



    Un laboratorio nazionale del gusto a cielo aperto. Per le strade e le piazze del centro storico subito un fine settimana di sole e successo
    11/11/2011 - 23:11
    Quasi trentamila persone hanno visitato durante il primo week end la 41a Mostra Mercato Nazionale del Tartufo Bianco di San Miniato. Un vero e proprio serpentone di buongustai ha preso d’assalto la città, trasformatasi per l’occasione nel laboratorio del gusto a cielo aperto più importante d’Italia, dove il Tartufo Bianco è stato il Re indiscusso della tavola.

    Le quotazioni del tubero si sono attestate,secondo quanto preventivato, tra le 2500 e i 3000 euro a seconda delle pezzature.  Ottimi apprezzamenti per i vini proposti in degustazione dalle aziende aderenti all’associazione Vignaioli di San Miniato, dove gli intenditori hanno potuto apprezzare anche alcune annate d’autore, al pari di alcuni prodotti della gastronomia  delle norcinerie tipiche di San Miniato.

    Le eccellenze del gusto sono state veramente apprezzate. Tra i visitatori anche un buon numero di stranieri e delle città del nord Italia fin dalla giornata di sabato.

    L’inaugurazione della Mostra Mercato, con il taglio del nastro del sindaco Vittorio Gabbanini alla presenza delle autorità cittadine è stata una lieta novità della 41a edizione.

    Domenica 13, ospite d’eccezione l’on. Ermete Realacci, che ha visitato gli stands della festa apprezzando quanto la città ha saputo offrire in questo primo week end.

    Ora si guarda già a sabato 19 novembre quando sarà inaugurata la mostra Design Pelle+ a cui parteciperà una delegazione di giornalisti Arga, la stampa nazionale specializzata nell’agro-alimentare, ambiente e turismo.

    Nell’occasione è prevista la partecipazione del vicepresidente del Senato della Repubblica on. Vannino Chiti.

    San Miniato si conferma capitale delle eccellenze gastromiche anche nei fine settimana del 19-20 e 26-27 novembre 2011. 


    Buy Tuscany 21-22 Novembre 2011 Firenze

    Alla Stazione Leopolda c'è il Buy Tuscany, in arrivo 155 compratori internazionali



    Dal 17 al 22 novembre un importanto evento per la promozione della Toscana nei circuiti turistici che contano
    14/11/2011 - 17:10
    Sono 155 i compratori internazionali che dal 21 al 22 novembre prossimo parteciperanno a Buy Tuscany, workshop turistico organizzato alla Stazione Leopolda di Firenze da Toscana Promozione. Arriveranno  il prossimo 17 novembre per prendere parte a sette escursioni a giro per la Toscana, ”educational tour” si chiamano in linguaggio tecnico. Oltre la metà dei buyer che prenderanno parte alle contrattazioni proviene da paesi interessati da progetti specifici di promozione turistica messi in atto da Toscana Promozione. Tra questi, forte la presenza degli operatori che vengono dall’area Bric, ossia Brasile, Russia, India e Cina: saranno in 50, più di un terzo degli operatori internazionali che prenderanno parte a questa terza edizione di Buy Tuscany. Ad attenderli alla Leopolda troveranno oltre 170 operatori turistici toscani. Nelle prime due edizioni del 2009 e 2010, Buy Tuscany ha visto la partecipazione complessiva di 277 buyer internazionali e 394 operatori toscani. Il tutto per oltre 9500 incontri di lavoro e progettazione.


    “La presenza di operatori qualificati provenienti dai nuovi mercati è un fatto estremamente importante, considerati i trend di costante crescita dei flussi turistici da Brasile, Cina e India verso l’Europa. – è il commento di Cristina Scaletti, assessore regionale al turismo -. Questi paesi rappresentano il futuro dell’industria turistica toscana anche in termini di destagionalizzazione. E se già oggi i dati parlano di un incremento dei turisti Bric in Toscana del 50 per cento tra il 2010 e il 2011, è necessario lavorare per aumentare anche i loro tempi di permanenza sul territorio regionale promuovendo l’intera varietà della nostra offerta turistica. In questo, con la sua struttura innovativa, il Buy Tuscany rappresenta uno strumento fondamentale2.


    Buy Tuscany è un evento unico nel suo genere in Italia. Ogni edizione è infatti preceduta da una serie di “educational tour” pensati per approfondire, prima degli incontri operativi, la conoscenza dell’offerta toscana da parte dei buyer. Quest’anno i tour, come spiega il dirigente del settore servizi promozionali di Toscana Promozione Paolo Ignesti, presentano alcune importanti novità, come la visita ai principali outlet e golf club della Toscana. Questo per intercettare sempre nuovi segmenti di domanda. Da sottolineare anche il crescente successo che Buy Tuscany sta riscuotendo tra gli operatori internazionali, come dicono le cifre delle presenze. Quest’anno saranno il 15 per cento in più rispetto alla scorsa edizione.


    “Dopo una prima fase di sperimentazione – ha aggiunto Alberto Peruzzini, dirigente del settore turismo dell’agenzia regionale –, Buy Tuscany ricopre ormai un ruolo fondamentale all’interno delle strategie di promozione turistica di Toscana Promozione. Un vero e proprio collettore di buyer che provengono da paesi in cui la nostra agenzia sta lavorando con il lancio di progetti specifici o da quelli che saranno oggetto di iniziative analoghe”.

    Luoghi Misteriosi in Toscana: Il Lago di Vagli (Lu)

    Là dove oggi sorge il Lago di Vagli, un lago artificiale creato da una profonda diga, esisteva un paese dal nome di Fabbriche di Careggine ormai scomparso perchè sommerso dalle acque del bacino. Il paese era stato costrutito nel XIII secolo, sulle rive del fiume Edron. Dal 1946 gli abitanti furono trasferiti in un nuovo paese, Vagli Sotto, oggi sito sul promontorio del lago.Viene così dato il via alla costruzione della diga e alla creazione del lago, sfruttato per usi idroelettrici e come riserva d'acqua per tutta la zona, soprattutto per prevenire gli incendi che potrebbero colpire le zone circostanti molto boschive.
    Il lago viene svuotato ogni 10 anni per la manutenzione della diga, ed è solo in questa occasione che il paese riaffiora agli occhi delle persone, durante il resto degli anni, le case sono completamente immerse nell'acqua. L'aspetto del paese, denominato il paese fantasma, è molto suggestivo, frutto di un luogo che, rimasto sommerso per ben 10 anni, non può che riemergere con un'immagine eterea, irreale, deserta e abbandonata.
    Nel paese vi sono le rovine dell'antica chiesa romanica di S. Teodoro.
    Fino ad ora il lago è stato svuotato progressivamente nel 1958, nel 1974, nel 1983, nel 1994 e infine nel 2004.