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mercoledì 21 ottobre 2015

Pronti per la grande Festa del Tarufo Bianco di San Miniato?

Pronti per la grande Festa del Tartufo Bianco di San Miniato?


Se ne acquisterete un pezzetto ecco a voi una ricetta facile facile da fare in casa:


Stracciatella al Tartufo Bianco
Ingredienti per per 4 persone:
- 4 pugni di parmigiano grattugiato
- 4 uova
- 1 e 1/2 lt di brodo di carne
- sale e pepe
- 50 gr di tartufo bianco di San Miniato
Portare ad ebollizione il brodo; nel frattempo sbattete in una terrina le uova con il parmigiano, aggiungendo sale e pepe.
Appena il brodo di carne è in ebollizione, unire le uova con il parmigiano e con l'aiuto di una frusta mescolare in modo che non si formino grumi troppo grossolani per circa 2min, dopodiché togliere dal fuoco.
Pronta! una volta impiattata grattugiare sopra abbondante del Tartufo Bianco di San Miniato e... non vi resta che deliziare il vostro palato!

Oppure
se volete gustarlo preparato da mani veramente esperte non c'è che da affidarsi ai 30 esperti cuochi che saranno alla festa nei vari punti di ristoro e nei ristoranti!!

Babele viaggi - La Toscana nel cuore





mercoledì 14 ottobre 2015

Festa del Tartufo a San MIniato: Date e ... un consiglio!



Toscana : Il Tartufo di San Miniato
Il Profumo dell'Eros

una delle eccellenze del nostro territorio:
IL TARTUFO!!
Ricordate: A San Miniato (Pisa) in Novembre GRANDE APPUNTAMENTO CON IL TARTUFO!

ECCO LE DATE:

14,15 - 21,22 - 28,29 NOVEMBRE E 5 E 6 DICEMBRE

 
CONSIGLIO:
Se restate qualche giorno a San Miniato,
oltre a poter degustare il tartufo alla festa,
segnatevi questo piccolo ma ottimo ristorantino

Provato personalmente ieri sera!

Gemignani Francesco – San Miniato – Località San Donato a pochi km. dal centro di San Miniato

La famiglia Gemignani è da sempre la storica famiglia di tartufai di San Miniato.

Chi meglio di loro!!

Ottimo davero!
Buona cucina, Ottima scelta di vini, servizio veloce e impeccabile!
.. ma prenotate presto! molto molto presto :-)

lunedì 12 ottobre 2015




Toscana : Il Tartufo di San Miniato
Il Profumo dell'Eros

una delle eccellenze del nostro territorio:
IL TARTUFO!!
Ricordate: A San Miniato (Pisa) in Novembre GRANDE APPUNTAMENTO CON IL TARTUFO!

Tartufo: Il Profumo dell’Eros

Una storia curiosa
Esiste un cibo che nel corso dei secoli è stato talmente demonizzato che per qualche tempo fu proibito dalle autorità ecclesiastiche.

Il suo odore e il suo sapore sono stati accostati a quelli del diavolo o delle streghe che lo evocavano.
Dalla forma simile agli escrementi e dal profumo acuto era il cibo preferito da porci e cinghiali.
Il tartufo può essere amato alla follia o può essere rifiutato con disprezzo ma non può essere ignorato
Il tartufo richiama subito la piemontese Alba e l’umbra Norcia, ma, un terzo della produzione italiana di questo prezioso tubero, pochi lo immaginano, viene dalla Toscana e in particolare dalla zona di San Miniato.

Come nasca, dove nasca e come si produca è un enigma.

Tutti i tentativi di provare a riportarlo in forma artigianale o industriale sono falliti.
Il tartufo va cercato, annusando il terreno fra i lecci, salici, tigli, pioppi, noccioli e querce.
E non ci sono boschi più ricchi di questa vegetazione di quelli intorno a San Miniato.
Qui si può trovare, oltre alla trifola nera, e al tartufo nero, che sono due specie diverse, anche il superbo “Tuber Magnatum Pico” (con riferimento al grande Pico della Mirandola, che tra un libro e l’altro lo amava oltre ogni misura), più noto come Tartufo Bianco.

Lo stesso che il più grande cuoco dell’umanità, il famoso Apicio di tempi di Traiano, nel “De re coquinaria”, diceva che rendesse il cibo imperiale.
Ma se il faraone Cheope lo amava a tal punto da farselo inserire tra gli arredi funebri immerso nel grasso d’oca e se nell’antica Atene si organizzavano attorno ad esso gare culinarie, nel Medioevo fu invece inserito tra i cibi del Demonio.

E guarda caso, furono in particolare le donne ad essere inquisite, torturate e bruciate qualora
fossero state trovate in possesso di questo tubero.
Vedove e zitelle che non potevano esercitare alcun lavoro ed erano destinate a morire di fame, potevano solo procurarsi cibo andando per i boschi a raccogliere erbe commestibili.
Erano chiamate “Dominae Herbarum” , le signore delle erbe, delle quali alcune volte scoprivano proprietà medicamentose.
E se qualcuna di loro aveva come unica ricchezza un maiale da portare in giro, al vederlo raspare e scavare affannosamente e mangiare con gusto questa leccornia, ci si può immaginare come apparisse irrinunciabile saziarsi di qualcosa che avesse un sapore.
Ed ecco quindi Sant’Agostino d’Ippona infierire e dire che il saziarsi scaccia la castità e aggiungere che la fame è amica della verginità e nemica della lussuria.
La fame, mi dispiace contraddire Sant’Agostino d’Ippona, dottore della chiesa, non è amica di nessuno.
Bastava l’alito che sapesse di tartufo, a volte, alle donne di San Miniat e dintorni, per essere messe a morte.
Magari più che per salvare la loro anima, per impadronirsi del maiale.
La natura lussuriosa del tartufo è confermata più tardi quando ormai l’oscurantismo è passato e il Rinascimento vede il trionfo della carne, solo per i nobili e i ricchi, beninteso.
Il medico Baldassarre Pisanelli, nel suo “Trattato della natura de cibi e del bere” (A.D. 1583) sentenzia che il tartufo aumenta lo sperma e l’appetito del coito.
Il modo in cui è considerato il tartufo può rappresentare la differenza fra il Medioevo e il Rinascimento.
Non si perseguita più la donna che lo coglie, anzi glielo si offre per ottenerne le grazie, come anticipava il Petrarca quando diceva con malizia e doppi sensi, a proposito del tartufo che “dentro dove giammai non sii aggiorna/ gravida fa di sé il terrestre umore”
Offrire un tartufo alla propria donna è come offrirle un brillante, il costo è più o meno simile, se si tratta del bianco (sia del brillante che del tartufo)
Oggi si può andare a San Miniato nella seconda metà di Novembre, dove il nero si può acquistare anche senza fare un mutuo.
E anche a Marzo per la sagra, appunto, del marzuolo, che sta a metà, per prezzo e prelibatezza, tra il bianco e il nero.
Da Giungo a Dicembre si può invece tentare la fortuna andando per i boschi, meglio con un cane addestrato che con un maiale.
Attenzione però alle streghe del luogo quando si coglie il tubero, occorre fare un giretto su se stessi, cos’ dicono i vecchi di quaggiù, e offrirlo a quelle donne o streghe del passato.
Se resta in mano vuol dire che sono già sazie, ma se sparisce, meglio fuggire, potrebbero aver voglia di finire il pasto accompagnando al tartufo qualche pezzo di carne umana
Da “La Toscana misteriosa” di C. A. Martigli
Ma delle streghe parliamo la prossima volta

mercoledì 20 aprile 2011

SAN MINIATO tra Storia, Leggende, Colline, Tartufo


Intermezzi d’autore
Lasciamo Firenze e, dirigendosi verso Pisa entriamo nell’altra Toscana, quella sconosciuta, quella dei toscani, dove troviamo piccoli e preziosi borghi adagiati su dolci colline. Gioielli di cultura e arte. Dove incontriamo gente franca e aperta, ma sobria e orgogliosa come chi è convinto che la nascita lo abbia privilegiato.

1
Arriviamo a San Miniato. Città di origini longobarde con importanti testimonianze medioevali e rinascimentali.
Incontriamo la nostra guida.
Una guida d’eccezione. Una persona del luogo. Appassionato e innamorato della sua terra. Una delle poche persone che conosce ogni angolo, ogni storia, ogni leggenda e curiosità del luogo.
Camminando per le vie del paese ci conduce alla Rocca. Il custode ci attende e salendo fino alla sommità si può godere di un panorama mozzafiato, come se tutta la Toscana fosse ai tuoi piedi. Nelle giornate più terze si arriva a vedere persino il mare.
Si scende per la visita del Duomo, del Palazzo Bonaparte, palazzo del Seminario
La nostra guida intanto ci avrà raccontato del Castello che sorgeva su questa collina, delle peripezie di Federico II, della nascita della Contessa Matilde.
Ci fermiamo in uno storico locale del paese per un pranzo con vista sulle campagne sottostanti.
Proseguiamo quindi con la visita
Complesso di San Domenico, Palazzo Formichini, la via dei Carbonai, la via Angelica
Si può scegliere di alloggiare in un affascinante agriturismo, in un comodo hotel o anche in un grazioso affittacamere.
Cena e pernottamento
2.
Incontriamo la nostra guida e dedichiamo la giornata alla scoperta dei luoghi più belli e interessanti dal punto di vista storico, culturale e naturalistico
Si può scegliere di
Percorrere un breve itinerario a piedi
Collelungo- La Pina- Doccia - Barbinaia - la Casetta- la Tomba - Balconevisi, sito longobardo di antico castello con villa medicea. Lunghezza: 7 Km.
Un percorso fra le Pievi
S. Miniato - S. Stefano in Orlo, con visita agli scavi del Castello e alle tombe etrusche. Da lì a piedi per S. Giulia- Castellare-Coaino, sulla via Francigena dove si possono visitare la villa e la pieve di S. Pietro e Paolo del 990 - Gello- S. Giovanni ( pieve e villa) -Le Monache- Vallacchi- Terralba- Colle (sito di un antico castello) - Montoderi (chiesino di S. Giusto) - Collegalli (bellissima la villa costruita su di un antico castello dei Conti di Collegalli). Lunghezza: 17 Km.



Un percorso fra i Castelli
da Palagio, trasferimento ad Agliati e poi partenza a piedi per i Castelli di Cumoli- Collelungo- Il Cavalletto- Sciolla- Cambiati- Barbinaia (resti di un’antica pieve romanica del VI-VII secolo)- Bucciano (sito di un antico castello con villa rinascimentale. Assolutamente da vedere la chiesa di S. Regolo, risalente all’anno 1000). -Il Masso- Pierino- Il Pulpito- Montalbano- Croce di Bucciano- La Palazzina- S. Pietro-S. Biagio- Montebicchieri (dove si può visitare il castello e la chiesa di S. Lucia dell’anno 1000). Lunghezza: 15 Km
Un breve percorso sulla via Francigena
Calenzano- S. Quintino- Baccanella-Poggio Barco - Campriano- Meleto ( straordinaria la villa rinascimentale appartenuta ai Conti Ridolfi). Lunghezza: 6 Km.



3.
San Miniato è patria del Tartufo bianco
Perché non scoprire i segreti della ricerca con un esperto tartufaio e il suo cane?
E’ un’esperienza unica. Non è stato facile convincerli a mostrare i loro luoghi “d’azione” ma alla fine hanno accettato. Vi sveleranno qualche segreto del mestiere.. non tutti!!
Pranzo
Nel pomeriggio ci possiamo concedere una passeggiata a cavallo nelle campagne sottostanti
Ecco.. dopo questa immersione nell’altra Toscana, avrete avuto l’impressione di aver rallentato il ritmo della vostra vita..
Seguiteci ancora, vi racconteremo le leggende, le curiosità, la vita, il cibo di questo piccolo meraviglioso angolo toscano.....